Educazione di base

Incontri per te e il tuo cane, al campo del Ponte della Luna a Verolanuova (BS)

Al campo convivono due cose diverse.

Da una parte ci siamo noi volontari, che addestriamo le nostre unità cinofile per la ricerca di persone disperse: quello lo chiamiamo lavoro, ed è un percorso lungo, che richiede impegno costante.

Dall’altra c’è l’educazione di base, aperta a chiunque voglia venire con il proprio cane. È il punto di partenza: si impara a stare insieme, a farsi capire, a fidarsi l’uno dell’altro. Non serve avere un cane adatto alla ricerca, né l’idea di diventare volontari.

Sono due percorsi distinti, che però passano dallo stesso campo, negli stessi pomeriggi, e a un certo punto si sfiorano.

Cosa si fa in campo

Un incontro dura due o tre ore, e non è una lezione frontale.

Si comincia con la socializzazione: i cani giocano insieme, e nel frattempo socializziamo anche noi conduttori, che è una parte più importante di quanto sembri: è lì che ci si scambiano le cose imparate.

Poi si lavora sui richiami e sugli esercizi di condotta: camminare al guinzaglio senza tirare, fermarsi, tornare quando si viene chiamati.

E c’è quella che noi chiamiamo la palestra: ostacoli da saltare, il tubo da attraversare, percorsi da affrontare insieme. Gli esercizi vengono calibrati sul singolo cane: un cucciolo non salta, per non rovinargli le anche in crescita.

E poi, prima o poi, si prova a cercare. Anche chi viene solo per l’educazione di base: qualcuno si nasconde, il cane parte a naso basso e lo trova.

Non è un anticipo del lavoro di ricerca, è qualcosa che serve al cane. Un cane è fatto per annusare, e cercare è la cosa che gli somiglia di più: una caccia simulata, in cui fa esattamente quello per cui è nato. Vederli tornare dopo aver trovato qualcuno, con quell’aria lì, è una delle cose più belle del campo. E per il rapporto con chi lo conduce vale più di dieci esercizi di condotta.

Su tutto questo vale una cosa sola, ed è il motivo per cui lo facciamo: lo scopo non è insegnare al cane a obbedire, è costruire il rapporto tra il cane e la persona che lo conduce. Un cane che salta un ostacolo perché si fida di chi glielo chiede sta imparando qualcosa di molto più grande di un salto. Vale anche al contrario: chi conduce impara a leggere il proprio cane, a capire quando è stanco, quando ha paura, quando sta chiedendo una pausa. La fiducia si costruisce in due, e quasi sempre la parte più lunga del lavoro riguarda l’umano.

Quando ci si trova

Il ritrovo abituale è il sabato pomeriggio, indicativamente dalle 14:00 alle 16:00.

Ci siamo tutto l’anno, primavera, autunno e inverno. D’estate il caldo si fa sentire e il campo è meno frequentato, ma qualcuno c’è quasi sempre.

Sono orari di massima, non un calendario: conviene sempre scriverci prima, soprattutto d’estate, così ci accordiamo sul giorno e sull’ora.

Come funziona il percorso

Dipende dal cane e da chi lo porta. A volte si organizzano cicli di lezioni, a volte si frequenta il campo con continuità e si va avanti finché serve. Non c’è un programma uguale per tutti.

Per capire cosa ha senso nel tuo caso, il modo migliore è passare a conoscerci e parlarne di persona: si guarda il cane, si capisce da dove partire, e i dettagli pratici li vediamo insieme.

A chi è aperto

A tutti i cani, di qualunque età, taglia e razza, dai cuccioli agli adulti.

I cani delicati o con problemi di aggressività hanno bisogno di essere gestiti con attenzione, e non è detto che il campo sia il posto adatto a ogni situazione. Per questo, se il tuo cane ha difficoltà, chiamaci prima di venire: ci raccontiamo la situazione, e se serve fissiamo un primo incontro per valutarla con calma. Preferiamo dirti onestamente che non siamo la risposta giusta, piuttosto che farti fare un viaggio a vuoto.

La prima volta

Poche cose pratiche, che però contano:

  • Guinzaglio, sempre. Al campo ci sono cani che stanno lavorando: il tuo cane va tenuto al guinzaglio e lasciato libero solo sotto la nostra supervisione.
  • Premietti. I würstel sono sempre ben accolti. Avvisaci se il tuo cane ha allergie o intolleranze, al pollo per esempio, così evitiamo di dargli qualcosa che gli faccia male.
  • Non arrivare a stomaco pieno. È importante che il cane abbia digerito prima di lavorare: il rischio, sui cani, è la torsione dello stomaco. Al campo poi si sazierà comunque.

E poi c’è la merenda

Si comincia con il caffè e qualche dolce, e quando si finisce di lavorare arriva il resto. La portiamo noi.

Non è un dettaglio: è il momento in cui ci si siede, si parla dei cani, ci si racconta com’è andata. Chi passa al campo è sempre il benvenuto anche solo per quello: per vedere come lavoriamo, farsi un’idea, conoscerci.

Molti di noi, del resto, hanno conosciuto questo gruppo proprio così.

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